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Saper fare

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Qualche settimana fa siamo stati ospiti da nostri amici in montagna. E' stato un week end molto bello, spensierato, accompagnato da un bel sole.  Ma a parte la natura meravigliosa che ci circondava ho apprezzato il rascard dove siamo stati, un posto speciale.  Speciale perché un paio di anni fa era un rudere da ristrutturare e il padrone di casa con le sue mani lo ha trasformato in un piccolo gioiello. È davvero un nido, accogliente e caldo, pieno di angoli suggestivi. In ogni particolare si colgono l'amore e la cura che sono stati adoperati per sistemare, l'inventiva per riutilizzare oggetti o mobili usati e valorizzare l'insieme.  Il risultato finale è strepitoso. È un rifugio raccolto che trasmette affetto, protezione, pensato per avvolgere in un caldo abbraccio le persone amate, ma contemporaneamente trasmette rispetto e memoria per il passato di quel luogo, un passato denso di fatica e lavoro. Una volta snobbavo il "saper fare". Lo ritenevo poco significa...

Isole Tremiti

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Le Tremiti sono uno stato mentale oltre che una meraviglia per gli occhi.  La mente vaga nell'azzurro del cielo, nel bianco delle rocce, nello smeraldo dell'acqua e si abbandona completamente.  L'aliscafo ci ha accompagnato in meno di un'ora : e terminata la breve traversata è stato come sbarcare su un altro pianeta. La prima cosa che salta all'occhio  mentre sei sulla terraferma è l'abbandono, la decadenza. Vorresti curiosare in mezzo alle rovine, ai calcinacci, ai cortili semidistrutti e al contempo vorresti scappare, perché senti il peso del tempo e delle vicissitudini che si sono susseguite su quegli spuntoni di roccia strappati alle onde. In mare è un'altra storia: staresti ore lì, per osservare i riflessi incredibili dell'acqua, per tuffarti in ogni caletta, aspirare il profumo di quel mare stupendo.  Nostra figlia di sette anni, pur non essendo una provetta nuotatrice si è tuffata dalla barca senza neppure un tentennamento.  È l'abisso che ric...

Rive Rosse

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Bellissimo giro di 8/9 km ad anello, con inizio dal parco Arcobaleno dalle parti di Brusnengo. Siamo partiti con il tempo bello, poi è arrivata la pioggia, dopo anche la grandine...e per fortuna dopo una ventina di minuti è tornato il cielo azzurro.  Dopo chilometri di boschi e sentieri in un territorio davvero "wild" siamo sbucati su una strada asfaltata di una frazione di Curino.  Abbiamo improvvisato il pic-nic sul muretto di una chiesetta carina, accompagnati da un'ottima bottiglia di prosecco, dal ronzio delle api, dal calore del sole, dal profumo dell'erba bagnata. Il pensiero è andato a tutte le persone stipate nei centri commerciali, ai bambini costretti a stare chiusi in appartamento con genitori spiaggiati sui divani tra partite di calcio su pay TV e programmi trash...ci siamo sentiti molto fortunati....e abbiamo cercato di spiegare alle nostre figlie che anche loro lo sono!!! 

Ho visto Maradona, ho visto Maradona....

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Il coro da stadio intona così, ma io Diego l'ho visto veramente! Parto dall'inizio: mio padre era dipendente Fiat e nel 1990 comprò un'Alfa 33 Italia 90 (in numero limitato, dedicata appunto ai mondiali di calcio) . I parametri di adesso la classificano come "auto da maranza" ma io la trovavo bella. Il suono del motore era accattivante, aveva lo spoiler e una righina tricolore sulle fiancate. L'unico particolare inguardabile era la mascotte dei mondiali (una specie di omino che al posto della testa aveva un pallone). Dopo l'acquisto mio padre fu omaggiato da Fiat di due biglietti per la partita Brasile Argentina del 24/06/90 allo Stadio delle Alpi a Torino.  Quella domenica me la ricordo bene. Al mattino c'era una corsa podistica organizzata dalla società della quale mio padre faceva parte. Non avevo voglia di alzarmi presto ma avevo promesso al papà di andare, così presi la Vespa in tarda mattinata e lo raggiunsi per aiutare con le premiazioni a fine ...

Dedicato a mia figlia (e un promemoria per me...)

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 “Forse un giorno farai un tatuaggio, sbaglierai facoltà, partirai avendo in tasca un solo biglietto, avrai il tuo bar di fiducia, i capelli blu, crederai a chi ti farà male, (perché credere fa bene... ) , ti innamorerai e aspetterai, farai l'insegnante o l’architetto o l'estetista, magari sarai magistrato o la miglior parrucchiera del quartiere, viaggerai oppure resterai, scriverai un libro, suonerai il violino, il pianoforte o la batteria, odierai la matematica e amerai la filosofia oppure prenderai un dottorato in statistica.  FARAI, SARAI E DIVENTERAI  Il presente, quanto il futuro, è tutto tuo. È per te.  Sei tu.  Ma non è scritto in pagella. Ti prego di ricordarlo. Tu non sei quel 10, o un 7, un 8 o un 5. Non sarai nemmeno il 18 all’università o il 30 e lode. La tua vita girerà intorno a numeri. Ma tu non sei, non sarai e non vali un numero.  Credi in te stessa punto. Credi in quegli strumenti che ti sono stati dati in dono per affrontare il mondo e s...

Leibniz e il migliore dei mondi possibili

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" Dalla perfezione suprema di Dio deriva che creando l'universo, ha scelto il miglior piano possibile, nel quale la più grande varietà possibile è congiunta col massimo ordine possibile... e ciò perché nell'intelletto divino, in proporzione alle loro perfezioni, tutti i possibili pretendono all'esistenza; il risultato di questa pretesa dev'essere il mondo attuale, il più perfetto possibile." Riprendo una citazione di Leibniz (ovviamente tradotta) dai" Principi della natura e della grazia". Questo pensiero, nel quale il filosofo credeva fermamente, è quello che l'ha condannato ad innumerevoli prese per il culo. Uno dei primi fu Voltaire, che scrivendo il Candide infilò un personaggio (Pangloss, il precettore del protagonista) che in sostanza è l'incarnazione della parodia leibniziana. E mentre viene deriso da parecchi intellettuali Leibniz  ci dimostra di essere tutt'altro che stupido, visto che alla fine del 1600 progettò la prima calcola...

Incipit di un romanzo

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L'alba infuocata splendeva nonostante tutto. Vista con altri occhi sarebbe stata uno splendido spettacolo, ma quegli occhi stavano assistendo a troppe cose per osservare beatamente quella meraviglia della natura. Il Covid imperversava, il contagio in Italia stava sfiorando 25.000 casi al giorno. Gli ospedali erano in tilt, le rianimazioni piene, i negazionisti giravano senza mascherina urlando al complotto e di ora in ora c'era la sensazione che la società civile stesse implodendo. A fronte di regole e decreti vomitati e proclamati a tempi record ciascuno decideva per se stesso, le piazze insorgevano, i manifestanti devastavano. Aprí WhatsApp con una smorfia: casi positivi nella scuola della piccola, ben tre, in una classe attigua. La guardò che addentava un biscotto assonnata, ma decise di lasciarla in pace, almeno mentre faceva colazione. Poi pensò ad una persona che conosceva, della quale aveva avuto una buona opinione: questa persona era andata a lavorare, era andata in gir...