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mercoledì 2 settembre 2015

Ciao Marco

E' sempre difficile parlare di un amico che non c'è più ......
Non voglio cadere nei soliti discorsi che dall'esterno possono apparire ipocriti, banali o di circostanza.
Meriti ben altro Marco.
Su questo blog annoto tante cose della mia vita....
Come faccio a non scrivere di una persona speciale come te?
Hai rallegrato e riempito i nostri giorni e poi sei andato via....lasciandoci increduli e tanto tristi.
Ti ho conosciuto per caso: lavoravi nel cantiere destinato a diventare la nostra casa.
Piano piano abbiamo iniziato ad entrare in confidenza, abbiamo conosciuto la tua splendida famiglia e poi ci hai aperto le porte della tua casa.
Quante volte siamo stati in compagnia e quante bellissime serate: sempre tavolate allegre, gente disponibile al dialogo, discussioni  condivise in amicizia.
Nei momenti in cui siamo stati insieme ho sempre percepito schiettezza e semplicità, mai una battuta cattiva, mai cinico, mai triste.
Ti prodigavi per tutti, sia nel lavoro che nella vita privata.
Posso dirlo, l'ho provato sulla mia pelle: sei venuto ad aiutarci un sacco di volte sempre con il sorriso e una battuta simpatica per strappare una risata.
Una mattina d'estate, mentre eri in vacanza al mare, hai attraversato la strada e l'autista di un furgone ha spezzato la tua vita.
Il primo pensiero è stato assurdo, estemporaneo
- Proprio tu che amavi così tanto Pettinengo sei mancato lontano da casa...
Lo so, non c'entra niente, ma adoravi il posto dove abitavi: salutavi sempre tutti con calore, raccontavi aneddoti divertenti, fiero dei legami che avevi tessuto negli anni e orgoglioso di conoscere bene il territorio.
E poi succede questa cosa a centinaia di chilometri da casa ...
Abbiamo pensato alla tua famiglia, li abbiamo pensati mille volte al giorno.
Chissà se sei riuscito a sentire tutto il bene e tutto l'amore che sei riuscito a spargere intorno a te.
Eravamo tutti lì, tristi ed increduli, ma stretti, vicini, per testimoniare quanto sei importante, a toccare con mano il vuoto, ora che te ne sei andato.
Io spero che da lassù tu riesca a sentire quello che proviamo per te, tutti noi intendo, tutti quelli che hanno avuto il privilegio di conoscerti.
Il giorno in cui ti abbiamo salutato eravamo una folla ma è stata la prima volta nella mia vita dove ho sentito che eravamo tutti una cosa sola, ho toccato il dolore di chi era accanto a me.
Non potrò mai più fare la strada di Selve in bicicletta senza pensare a te che ti fermavi in auto per salutarci.
In frigorifero ho ancora delle trote che ci hai regalato tornando da pesca, credo che le terrò lì per sempre.
Spero che davvero ci sia un senso per tutto questo, io non riesco a trovarlo.
So che non ci sei più e ora l'unica cosa che provo è una stretta allo stomaco.
Ciao Marco, ti vogliamo bene.